La gente è uno sbaglio anche quando è lontana — Alessandro Assiri

Parola ai Poeti: Carlo Bordini

Qual è lo “stato di salute” della poesia in Italia? E quello dei poeti?

credo che in italia ci siano diversi buoni poeti, in gran parte poco conosciuti. voglio fare solo un nome: quello di mauro fabi.

 

Quando hai pubblicato il tuo primo libro e come hai capito che era il momento giusto? Come hai scelto con chi pubblicare? Cosa ti aspettavi? Cosa ti ha entusiasmato e cosa ti ha deluso?

ho iniziato pubblicando un ciclostilato.

 

Se tu fossi un editore cosa manterresti e cosa cambieresti dell’editoria poetica italiana? Cosa si aspettano i poeti dagli editori?

i poeti si aspettano dagli editori di essere pubblicati. se fossi un editore pubblicherei tutti i buoni poeti,  sapendo che di sicuro ci rimetterei, ma che si tratta di un servizio pubblico che non deve essere remunerativo. il problema è come trovare i soldi per far questo. e qui entra in questione il ruolo dello stato.

 

La poesia di domani troverà sempre maggiore respiro nel web o starà in fondo all’ultimo scaffale delle grandi librerie dei centri commerciali? Qual è il maggior vantaggio di internet? E il peggior rischio?

credo che in questo momento il web, data la situazione, sia, per la poesia, un’ancora di salvezza.

 

Pensi che attorno alla poesia – e all’arte in genere – si possa costruire una comunità critica, una rete sempre più competente e attenta, in grado di giudicare di volta in volta il valore di un prodotto culturale? Quale dovrebbe essere il ruolo della critica e dei critici rispetto alla poesia ed alla comunità alla quale essa si rivolge?

credo che il pericolo maggiore da cui dovrebbe difendersi la critica sia l’ideologia e la guerra per bande.

 

Il canone è un limite di cui bisognerebbe fare a meno o uno strumento indispensabile? Pensi che nell’attraversamento della tradizione debba prevalere il rispetto delle regole o il loro provocatorio scardinamento?

In sardegna c’è un vino molto buono che si chiama cannonau, e io lo preferisco leggermente a qualsiasi canone.
ma a parte gli scherzi credo che uno scardinamento delle regole non dovrebbe mai essere provocatorio, ma dettato da intima necessità, e questo vale anche per il rispetto delle regole.

 

In un paese come il nostro che ruolo dovrebbe avere un Ministro della Cultura? Quali sono, a tuo avviso, i modi che andrebbero adottati per promuovere la buona Letteratura e, in particolare, la buona poesia?

in un paese come il nostro, e con un governo come il nostro, un ministro della cultura dovrebbe dimettersi.
in tutti i paesi civili del mondo ci sono dei semplici metodi per promuovere la cultura: proteggere con finanziamenti la piccola editoria, stimolare con finanziamenti la traduzione delle opere (come fanno in svizzera), proibire gli sconti sui libri (come fanno in francia, per evitare che le grandi catene di librerie si mangino i piccoli librai). e via discorrendo. nel quebec le riviste di poesia sono sovvenzionate. è vero, come si dice, che lo stato non ha soldi; ma li ha per comprare armi costosissime e per finanziare opere inutili. in italia la cultura è considerata inutile e pericolosa. basterebbe colpire la corruzione che drena ovunque i soldi pubblici per avere cento volte i soldi per finanziare la cultura; per non parlare poi della scuola e dell’università.

 

Quali sono i fattori che più influiscono – positivamente e negativamente – sull’educazione poetica di una nazione? Dove credi che vi sia più bisogno di agire per una maggiore e migliore diffusione della cultura poetica? Chi dovrebbe farlo e come?

non si può forzare la poesia. la si può però facilitare. tutto quello che oggi c’è in italia tende a non facilitarla. ma forse questo sforzo per annullare la poesia e la cultura può avere l’effetto opposto.

 

Il poeta è un cittadino o un apolide? Quali responsabilità ha verso il suo pubblico? Quali comportamenti potrebbero essere importanti?

non saprei.

 

Credi più nel valore dell’ispirazione o nella disciplina? Come aspetti che si accenda una scintilla e come la tieni accesa?

io non scrivo, ma sono scritto. l’importante per me è non tradire la voce che dentro di me mi sta scrivendo.

 

Scrivi per comunicare un’emozione o un’idea? La poesia ha un messaggio, qualcosa da chiedere o qualcosa da dire?

a volte scrivo per comunicare un’emozione, a volte per comunicare un’idea, a volte scrivo per non comunicare nulla.

 

Cosa pensano della poesia le persone che ami?

ne pensano bene.

 

Sei costretto a dividere il tempo che più volentieri dedicheresti alla poesia con un lavoro che con la poesia ha davvero poco a che fare? Trovi una contraddizione in chi ha la fortuna di scrivere per mestiere? Come vivi la tua condizione?

ho trovato un buon compromesso lavorando come ricercatore di storia moderna. sono contento della mia condizione. non ho nulla contro chi ha la fortuna di mantenersi con le cose che scrive, a patto che sia un buon scrittore.

 

Cosa speri per il tuo futuro? E per quello della poesia? Cosa manca e cosa serve alla poesia ed ai poeti oggi?

non so.

 

 


 

Carlo Bordini è nato a Roma nel 1938, dove vive. Ha insegnato storia moderna presso l’università di Roma “La Sapienza”, dove si è specializzato in storia della famiglia e dell’amore.
Ha pubblicato i seguenti volumi di poesie: Strana categoria, Roma, 1975; Poesie leggere, Barbablu, 1981; Strategia, Savelli, 1981; Mangiare, Empirìa, 1995; Polvere, Empirìa, 1999; Pericolo – poesie 1975-2004, Manni, 2004; Sasso, Scheiwiller, 2008; I costruttori di vulcani – Tutte le poesie 1975-2010, Sossella, 2010.
Ha pubblicato, come narratore:Pezzi di ricambio, Empirìa 2003; Manuale di autodistruzione, Fazi, 1998 – 2004; Gustavo – una malattia mentale, Avagliano 2006; I diritti inumani ed altre storie, La camera verde, 2009.
Ha pubblicato inoltre: Non è un gioco – Appunti di viaggio sulla poesia in America Latina, Sossella, 2009.
Ha curato, con altri: Dal fondo – la poesia dei marginali, Savelli, 1978 (ristampato da Avagliano, 2007); Renault 4 – Scrittori a Roma prima della morte di Moro, Avagliano 2007.
Ha partecipato a numerosi festival internazionali di poesia; le sue poesie sono state tradotte e pubblicate in varie lingue. Diverse sue poesie tradotte si possono leggere sul sito www.dormirajamais.org, realizzato da Olivier Favier.

Fondata e diretta da Luigi Bosco, grazie al contributo di una lunga lista di persone, Poesia 2.0 nasce nel maggio del 2010 come risposta ai quesiti ed alle esigenze emerse all’interno di una lunga discussione su Poesia e Web che ebbe luogo sul blog di Stefano Guglielmin Blanc de ta nuque ( http://golfedombre.blogspot.com.es/2010/04/vimercate-poesia-caldo.html ).

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